dischi del 2009

Peter Broderick

Title: 

Home

Year: 
2009


Ventitré anni e già dodici produzioni alle spalle. Peter Broderick (nato e cresciuto a Carlton, nell’Oregon e con origini danesi) è probabilmente uno dei musicisti più prolifici della scena folk e alt-country degli ultimi anni ed è un peccato che la sorella Heather, bellissima ragazza tra l’altro e che ha stupito tutti con From The Ground (2009), non abbia dato alle stampe almeno un terzo dei dischi pubblicati invece dal fratello. Avremmo avuto molto, molto, molto materiale in più da apprezzare. I due “Broderick”, tra l’altro, hanno suonato insieme negli Horse Feathers fino al 2008 quando Broderick, attirato dal “vecchio continente” si è trasferito per un breve periodo in Danimarca aggiungendosi agli Efterklang.

Built To Spill

Title: 

There Is No Enemy

Year: 
2009

Sono loro, ancora loro. I Built To Spill ritornano in pista a tre anni di distanza dallo straordinario (e forse inimitabile You in Reverse) e lo fanno con un’ora di musica intitolata There Is No Enemy. -“Cosa avranno ancora Doug Martsch e compagni da dirci?”- Solita frase del cazzo! Anche questa volta è tutto, semplicemente, fighissimo. Non so ma c’è qualcosa di terribilmente stupido ed imbecille nella loro musica e questa cosa mi fa impazzire.

Steve Earle

Title: 

Townes

Year: 
2009



Quando nel 2005 vidi per la prima volta Steve Earle su di un palco mi ricordo che dovetti star zitto per almeno un’ora e mezza dopo il concerto tentando di mettere a fuoco ciò che per davvero avevo ricevuto in cambio di qualche applauso. Da qualche mese aveva dato alle stampe “The Revolution Starts... now” ed era stato uno dei primi musicisti (prima ancora di Young, prima di Springsteen) a concentrare un disco sul malcontento generale nei confronti dell’amministrazione Bush e della doppia guerra Iraq e Afganistan. Lo aveva fatto con una rabbia ed una forza tale da risultare commuovente. A quattro anni di distanza, con lo stesso piacere, lo ritrovo nello mio stereo in un mondo che, con Barack Obama alla casa bianca, sembra completamente cambiato. Townes è l’omaggio che Steve Earle ha voluto regalare al suo amico ed ispiratore di sempre, Townes Van Zandt, a 12 anni dalla morte.

.

Syndicate content