steve earle

Steve Earle

Title: 

Live at Montreux 2005

Year: 
2006

“I woke up this mornin' and none of the news was good. And death machines were rumblin' 'cross the ground where Jesus stood”. Sono le prime parole di Jerusalem e, in effetti, in quei giorni le notizie trasmesse dai telegiornali non preannunciavano nulla di buono.

Era il 5 luglio 2005 e mentre l’Auditorium Stravinski si apprestava a vivere la serata più intensa della trentanovesima edizione del Montreux Jazz Festival, dall’Iraq giungevano voci di quattro nuovi soldati americani uccisi e della presa in ostaggio di alcuni diplomatici orientali.

Steve Earle

Title: 

Townes

Year: 
2009



Quando nel 2005 vidi per la prima volta Steve Earle su di un palco mi ricordo che dovetti star zitto per almeno un’ora e mezza dopo il concerto tentando di mettere a fuoco ciò che per davvero avevo ricevuto in cambio di qualche applauso. Da qualche mese aveva dato alle stampe “The Revolution Starts... now” ed era stato uno dei primi musicisti (prima ancora di Young, prima di Springsteen) a concentrare un disco sul malcontento generale nei confronti dell’amministrazione Bush e della doppia guerra Iraq e Afganistan. Lo aveva fatto con una rabbia ed una forza tale da risultare commuovente. A quattro anni di distanza, con lo stesso piacere, lo ritrovo nello mio stereo in un mondo che, con Barack Obama alla casa bianca, sembra completamente cambiato. Townes è l’omaggio che Steve Earle ha voluto regalare al suo amico ed ispiratore di sempre, Townes Van Zandt, a 12 anni dalla morte.

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