indie
Laure Betris ha meno di 30 anni e credo sappia benissimo che se invece di nascere a Friborgo fosse cresciuta in un qualche quartiere di Seattle o di New York oggi sarebbe famosa quando Ingrid Michaelson o Brandy Carlile e sarebbe probabilmente stata scelta per la colonna sonora di qualche telefilm ospedaliero riempiendosi di soldi e di fan in giro per il mondo. Kassette, questo il nome di battaglia scelto dalla graziosa cantante, si è rinchiusa per qualche giorno a La Fondiere in compagnia di Sacha Ruffieux per registrare un disco che, senza pretesa di diventare capolavoro o qualcosa di rivoluzionario, riesce ad intrigare e a rivelarsi misterioso canzone dopo canzone.
 Addio Vic – Grazie comunque
Vic Chesnutt si è suicidato il 25 dicembre, Natale, nel suo appartamento di Athens (Georgia) con un overdose di tranquillanti. Aveva 45 anni. Da due settimane era tornato a casa dopo un lungo tour tra Stati Uniti e Canada in compagnia di Guy Picciotto (dei Fugazi) e con alcuni componenti di Witchies e della Constellation Records come Thee Silver Mt. Zion o Godspeed You! Black Emperor. Si celebrava la stampa di At The Cut.
Quest'anno aveva dato alle stampe anche Skitter on Take-Off: Un disco spoglio e rude registrato in collaborazione con l'amico di sempre Jonathan Richman.
Splendido come ogni nuova uscita di Iron & Wine . Splendido anche se i fan più appassionati avevano già trovato il modo di reperire questi brani per vie avverse e, splendido, nonostante SUCH GREAT HEIGHTS rappresenti meno di quattordici minuti di musica. Quattordici minuti però, per un artista che negli ultimi tempi sembra prediligere la via “internet release only” (con album scaricabili dalla rete ma non stampati fisicamente), sono meglio di niente ed allora accontentiamoci.
Dave Rawlings: il nuovo album è già bello che pronto
La scorsa settimana Dave Rawlings ha dato alle stampe il suo nuovo album intitolato A Friend Of A Friend (Acany Records). Tra gli ospiti si segnala la presenta di Benmont Tench (degli Heartbreakers), Karl Rimmel e Nate Walcott di Bright Eyes e, naturalmente, della “solita” Gillian Welch. Dave Rawlings è ora in tour tra gli Stati Uniti in compagnia della Old Crow Medicine Show per una serie di concerti in piccoli negozi di dischi indipendenti. Una bella iniziativa.
Saïko Records – rumore, armonia e altri suoni assortiti.
Friborgo, fantastica Friborgo. La città che divide in due la Svizzera. Confine più o meno immaginario (ed in questo luogo più o meno psicologico) tra Romandia e Svizzera tedesca. Trentaseimila abitanti (la metà di Lugano, il doppio di Bellinzona) e una scena musicale paragonabile ad una metropoli. È proprio da questa città che ci muoveremo per incontrare la seconda etichetta discografica di questo nostro “girovagare” tra Svizzera ed Italia.
Doppia uscita per BRMC I Black Rebel Motorcycle Club tornano oggi con una doppia “fatica” discografica. La band di San Francisco ha infatti pubblicato un “live” (DVD + CD) in ricordo delle date del tour 2007 a Berlino, Dublino e Glasgow in occasione di “Baby 81”. Il DVD proporrà anche una serie di immagine girate mentre la band era impegnata a registrare il disco “Howl”.
La formazione, con un nuovo batterista, è intanto impegnata a Los Angeles nella registrazione di un nuovo lavoro che, se tutto andrà bene, verrà pubblicato a marzo.
Title:
Lights From The Wheelhouse
Mi ricordo che, quando ero più piccolo, il regalo di Natale più atteso era sempre quello di mia zia. Gli altri erano sempre piuttosto scontati visto che ero stato io a sceglierli. Il regalo di mia zia dunque era sempre quello che aprivo per ultimo ed era anche l’unico per cui avevo una certa apprensione mista a paura di rimanere deluso. Mi aveva abituato bene e dunque, nel caso il regalo non mi fosse piaciuto, ci sarei rimasto più male.
Ogni volta che apro un nuovo disco di Micah P. Hinson la sensazione è più o meno la stessa. Giuro che non lo dico solo per dare quel tanto d’enfasi alla recensione perché, quest’uomo, per davvero, è riuscito con i primi dischi a farmi cambiare visione su un sacco di cose e quando mi ritrovo con un suo disco, ancora avvolto nel cellofan, sono cosciente ogni volta di essere di fronte ad una nuova potenziale rivelazione.
Canebagnato Records – fieri di stare in fondo al sacco.
Un cane vivo vale più di un leone morto. Il motto dell’etichetta è preso in prestito da un aforisma di Henry Davide Thoreau che, per chi non lo sapesse (ed io sono tra questi) è stato tra i principali portavoci del trascendentalismo (wikipedia docet). Ci spostiamo a Milano per incontrare i ragazzi di Canebagnato Records (accedete al loro sito cliccando qui) ed è proprio da loro che, con piacere, iniziamo questo stramaledettissimo giro d’orizzonti alla scoperta delle piccole (ma cosa significhi piccole poi Dio solo lo sa) case discografiche disperse tra Svizzera ed Italia.
Sono loro, ancora loro. I Built To Spill ritornano in pista a tre anni di distanza dallo straordinario (e forse inimitabile You in Reverse) e lo fanno con un’ora di musica intitolata There Is No Enemy. -“Cosa avranno ancora Doug Martsch e compagni da dirci?”- Solita frase del cazzo! Anche questa volta è tutto, semplicemente, fighissimo. Non so ma c’è qualcosa di terribilmente stupido ed imbecille nella loro musica e questa cosa mi fa impazzire.
Ho ricevuto un pacchetto contenente questo disco è l’ho inserito nello stereo sicuro che sarebbe stato uno dei tanti dischi del cazzo che ho ricevuto in questo periodo.
Le prime note sembrano darmi ragione. L’ennesimo disco punk italiano registrato col culo e scopiazzato chissà da dove. All’improvviso però, nel mio piccolo cervellino, balena una frase che ü come la lampadina dei fumetti: -“sembra un disco svizzero!”-. Non so cosa significasse, in quel momento, la frase “sembra un disco svizzero” ma di sicuro mi ricordava qualcosa che di tipico ed unico avevo già
Peter Kernel: schizofrenia elvetica
Il nucleo originale di Peter Kernel prende forma nel 2005 quanto Aris, Barbara e Däwis iniziano ad immergersi in lunghe improvvisazioni strumentali con l’idea di dar vita ad una serie di colonne sonore per film muti. È da queste session che, improvvisamente e come un Golem, Like a Giant In A Towel viene alla luce: un “tappeto sonoro” che andrà ad accompagnare un video sperimentale girato proprio da Barbara Lehnhoff (che nella vita “vera” è videomaker).
Will Johnson: un viaggio in bilico tra due mondi
Will Johnson è considerato uno dei più prolifici ed influenti songwriters dell'ultimo decennio ma, nello stesso tempo, è in Europa è rimasto praticamente sconosciuto nonostante una carriera ormai pluridecennale.
La prima volta che ho ascoltato un disco di Why? devo ammettere di non esserne rimasto particolarmente impressionato. Pochi giorni dopo ho avuto modo di ricredermi ed anzi, live, questa band di Berkeley mi ha praticamente ipnotizzato. Affascinanti nel loro presentarsi quasi timido al pubblico. Barba e capelli incolti che fanno pensare più a una band post-rock che a dei ragazzi che flirtano con l'hip-hop. Musicalmente colti da far paura possono così permettersi di fare hip-hop (anche se generosamente intriso di tutte le sonorità indie possibili ed immaginabili) e piacere a coloro cui, come il sottoscritto, l'hip-hop fa letteralmente cagare.
Yanqui U.X.O. è una vera e propria dichiarazione di guerra. Un attacco feroce e senza scrupoli che rappresenta quasi certamente l’apice della lunghissima battaglia „morale“ che i Godspeed You! Black Emperor hanno portato avanti fin dall’inizio della loro carriera. È bello sapere che la musica, oltretutto se splendida come in questo caso, è tornata ad essere il veicolo di trasporto di quelle idee e quelle battaglie che tanto hanno reso importanti gli anni sessanta.
Iron & Wine: Il dolce sussurrare
Sam Beam (conosciuto al pubblico con lo pseudonimo Iron & Wine) nasce il 26 luglio 1974 a Columbia (South Carolina) dove cresce ed inizia timidamente a scrivere canzoni prima di trasferirsi a Miami per studiare alla Florida State Univesity Film School. Nel 2002, dopo essersi laureato ed essere nel frattempo diventato professore di cinematografia, viene contattato dai produttori della Sub Pop Records che, dopo ascoltando uno dei suoi nastri registrati in in lo-fi su di un quattro-traccie, decidono di offrirgli un contratto che porterà il musicista a pubblicare, lo stesso anno, l'album d'esordio.
Micah P. Hinson: tuoni e fulmini nel cielo texano
Hinson nasce a Memphis (Tennesse) il 30 marzo 1981 e si trasferisce successivamente con la famiglia ad Abilene; una cittadina non molto distante da Dallas. In Texas inizia quasi subito a frequentare la fervente scena musicale suonando in diverse band ed entrando in contatto con i principali artefici del panorama sonoro della regione. In particolare Micah P. Hinson stringe un rapporto molto intenso sia con Brandon Carr che con John-Mark Lapham (la costola "texana" degli Earlies) dando vita ad amicizia che, probabilmente, sarà in grado di cambiare il corso della sua vita. Nel 2004, dopo una serie di disaventure, sono proprio Carr e Lapham ad aiutarlo a registrare il disco d'esordio e sono ancora loro a convincere la piccola ma promettente Sketchbook Records a metterlo sotto contratto e a distribuire il suo lavoro in Inghilterra.
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