folk

Steve Earle

Title: 

Live at Montreux 2005

Year: 
2006

“I woke up this mornin' and none of the news was good. And death machines were rumblin' 'cross the ground where Jesus stood”. Sono le prime parole di Jerusalem e, in effetti, in quei giorni le notizie trasmesse dai telegiornali non preannunciavano nulla di buono.

Era il 5 luglio 2005 e mentre l’Auditorium Stravinski si apprestava a vivere la serata più intensa della trentanovesima edizione del Montreux Jazz Festival, dall’Iraq giungevano voci di quattro nuovi soldati americani uccisi e della presa in ostaggio di alcuni diplomatici orientali.

Iron & Wine

Title: 

Such Great Heights

Year: 
2006


Splendido come ogni nuova uscita di Iron & Wine . Splendido anche se i fan più appassionati avevano già trovato il modo di reperire questi brani per vie avverse e, splendido, nonostante SUCH GREAT HEIGHTS rappresenti meno di quattordici minuti di musica. Quattordici minuti però, per un artista che negli ultimi tempi sembra prediligere la via “internet release only” (con album scaricabili dalla rete ma non stampati fisicamente), sono meglio di niente ed allora accontentiamoci.

The Late Cord

Title: 

Lights From The Wheelhouse

Year: 
2006



Mi ricordo che, quando ero più piccolo, il regalo di Natale più atteso era sempre quello di mia zia. Gli altri erano sempre piuttosto scontati visto che ero stato io a sceglierli. Il regalo di mia zia dunque era sempre quello che aprivo per ultimo ed era anche l’unico per cui avevo una certa apprensione mista a paura di rimanere deluso. Mi aveva abituato bene e dunque, nel caso il regalo non mi fosse piaciuto, ci sarei rimasto più male.

Ogni volta che apro un nuovo disco di Micah P. Hinson la sensazione è più o meno la stessa. Giuro che non lo dico solo per dare quel tanto d’enfasi alla recensione perché, quest’uomo, per davvero, è riuscito con i primi dischi a farmi cambiare visione su un sacco di cose e quando mi ritrovo con un suo disco, ancora avvolto nel cellofan, sono cosciente ogni volta di essere di fronte ad una nuova potenziale rivelazione.

Monografie: Will Johnson


Will Johnson: un viaggio in bilico tra due mondi


Will Johnson è considerato uno dei più prolifici ed influenti songwriters dell'ultimo decennio ma, nello stesso tempo, è in Europa è rimasto praticamente sconosciuto nonostante una carriera ormai pluridecennale.

Gillian Welch

Title: 

Soul Journey

Year: 
2003



Stupendo e c’è ben poco altro da dire. Non è un disco epico e non è una rivoluzione però, semplicemente, è un disco stupendo ed ogni volta che mi capita di averlo tra le mani mi vedo costretto a sdraiarmi sul divano per una quarantina di minuti e ad immergermi in apnea profonda tra le sue note. Gillian Welch è probabilmente riuscita a superare sé stessa nonostante alcuni abbiano bistrattato l’album e abbiano affermato che era meglio la Gillian degli esordi.

Steve Earle

Title: 

Townes

Year: 
2009



Quando nel 2005 vidi per la prima volta Steve Earle su di un palco mi ricordo che dovetti star zitto per almeno un’ora e mezza dopo il concerto tentando di mettere a fuoco ciò che per davvero avevo ricevuto in cambio di qualche applauso. Da qualche mese aveva dato alle stampe “The Revolution Starts... now” ed era stato uno dei primi musicisti (prima ancora di Young, prima di Springsteen) a concentrare un disco sul malcontento generale nei confronti dell’amministrazione Bush e della doppia guerra Iraq e Afganistan. Lo aveva fatto con una rabbia ed una forza tale da risultare commuovente. A quattro anni di distanza, con lo stesso piacere, lo ritrovo nello mio stereo in un mondo che, con Barack Obama alla casa bianca, sembra completamente cambiato. Townes è l’omaggio che Steve Earle ha voluto regalare al suo amico ed ispiratore di sempre, Townes Van Zandt, a 12 anni dalla morte.

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Magnolia Electric Co.

Title: 

Sojourner

Year: 
2007



Se fossi un musicista in punto di morte credo che coverei come ultimo desiderio quello di lasciare in eredità al mondo un lavoro come Sojourner.

Monografie: Iron & Wine


Iron & Wine: Il dolce sussurrare
Sam Beam (conosciuto al pubblico con lo pseudonimo Iron & Wine) nasce il 26 luglio 1974 a Columbia (South Carolina) dove cresce ed inizia timidamente a scrivere canzoni prima di trasferirsi a Miami per studiare alla Florida State Univesity Film School. Nel 2002, dopo essersi laureato ed essere nel frattempo diventato professore di cinematografia, viene contattato dai produttori della Sub Pop Records che, dopo ascoltando uno dei suoi nastri registrati in in lo-fi su di un quattro-traccie, decidono di offrirgli un contratto che porterà il musicista a pubblicare, lo stesso anno, l'album d'esordio.

Monografie: Micah P. Hinson


Micah P. Hinson: tuoni e fulmini nel cielo texano
Hinson nasce a Memphis (Tennesse) il 30 marzo 1981 e si trasferisce successivamente con la famiglia ad Abilene; una cittadina non molto distante da Dallas. In Texas inizia quasi subito a frequentare la fervente scena musicale suonando in diverse band ed entrando in contatto con i principali artefici del panorama sonoro della regione. In particolare Micah P. Hinson stringe un rapporto molto intenso sia con Brandon Carr che con John-Mark Lapham (la costola "texana" degli Earlies) dando vita ad amicizia che, probabilmente, sarà in grado di cambiare il corso della sua vita. Nel 2004, dopo una serie di disaventure, sono proprio Carr e Lapham ad aiutarlo a registrare il disco d'esordio e sono ancora loro a convincere la piccola ma promettente Sketchbook Records a metterlo sotto contratto e a distribuire il suo lavoro in Inghilterra.

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