Built To Spill

Title: 

There Is No Enemy

Year: 
2009

Sono loro, ancora loro. I Built To Spill ritornano in pista a tre anni di distanza dallo straordinario (e forse inimitabile You in Reverse) e lo fanno con un’ora di musica intitolata There Is No Enemy. -“Cosa avranno ancora Doug Martsch e compagni da dirci?”- Solita frase del cazzo! Anche questa volta è tutto, semplicemente, fighissimo. Non so ma c’è qualcosa di terribilmente stupido ed imbecille nella loro musica e questa cosa mi fa impazzire.

Se gli altri artisti, e l’ho già detto per il disco precedente, cercano di evitare i cliché come la peste per non sembrare “trash”, i Built to Spill se ne sbattono invece le palle. –“L’assolo è passato di moda?”-, -“Ok, mettiamocelo!”-. –“Hey Doug, non potremmo metterci un bel “la la la la la la” in Life’s A Dream? -“Certo Bret… possiamo fare tutto quello che vogliamo!”-. E se fosse per davvero questo il modo migliore per suonare? Alla fine, la verità sacrosanta, è che non sono mai scontati e mai lo sono stati.

Ma non è solo questo. Ci sono dischi che ascoltandoli ti diverti, ti prendono perché vivi e senza la minima ombra di pre-costruzione. Sono semplicemente geniali ed anche quando iniziano in maniera terribile (è il caso di Pat) poi si trasformano sempre e comunquein un’ esperienza interessante. Strano (e non ci avevo mai pensato) credere che l’etichetta sia la Warner. -“Per vendere, vendono – devono aver pensato al quartier generale di Burbank in fase di rinnovo di contratto – dunque lasciamoli fare-. –“Per venderci, ci vendono – hanno pensato invece i nostri – perché dunque cambiare?”-.

Venite ed ascoltate brani come Aise 13, Hind Sight, Nowhere Lullaby o Tomorrow. Tornateci su un paio di giorni dopo e vedrete che ho ragione. Ascoltata Things Fall Apart ed abbiate il coraggio di dire che non capisco un cazzo di musica.

Alla prossima, Doug, e per intanto grazie.

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