Richmond Fontaine

Title: 

Obliteration By Time (new recordings of old favorites)

Year: 
2005




Per i Richmond Fontaine è giunto il tempo di fermarsi per un attimo e di riflettere sul passato. Ricordarsi la fuga da Reno e l’arrivo, praticamente senza mezzi, nell’Oregon. Ricordarsi della vecchia casa in cui Willy Vlautin viveva ed in cui, al piano di sotto ed in uno spazio non molto più grande di una scatola da scarpe, la band si riuniva per scrivere e per registrare le prime canzoni. Oggi, a quasi dieci anni di distanza,Willy Vlautin vive in una casa molto più accogliente ed allora la band ha pensato che sarebbe stato carino regalare anche ai loro primi brani un luogo più decente in cui vivere.

OBLITERATION BY TIME (new recordings of old favorites), inciso ai Blue Room Studios tra una pausa e l’altra delle registrazioni di “The Fitzgerald”, riporta alla luce le migliori 14 canzoni dei primi, ignoratissimi, due dischi dei Richmond Fontaine: Safety (1996) e Miles From (1997).


Due album che ascoltati oggi, dopo quasi un decennio e dopo aver assistito alla straordinaria maturazione del gruppo attraverso le sonorità country-rock di due capolavori come Winnemucca e Post To Wire, appaiono un pochino scarni ed acerbi. Due dischi che hanno faticato ad attirare l’attenzione della critica e che forse oggi non convincono pienamente neppure più la band. Ed in effetti di acqua, da quel debutto, ne è veramente passata sotto i ponti. I Richmond Fontaine, dal trio che erano nella seconda metà degli anni novanta, si sono trasformati in un gruppo di sette elementi che ad ogni uscita fa gridare al miracolo tra i corridoi e le pagine delle riviste di musica specializzate.


Il lavoro fatto con Obliteration By Time rende finalmente giustizia a quelle canzoni “cancellate dal tempo” riproponendole in maniera decisamente più emozionante e lasciando intendere che forse sarebbe bastato un pizzico in più di attenzione negli arrangiamenti e nella cura dei dettagli per anticipare di qualche anno il fenomeno “Richmond Fontaine”.


Canzoni come Dayton, Oh,,Novocaine, Herold’s Club o la splendida Miles From si trasformano (finalmente) in qualcosa di veramente emozionante e l’intero album sfiora il commuovente quando approda in Bliding Sight. La band suona con vigore e con rabbia mentre un dobro ed una lap steel intonano un sound sofferente, quasi barcollante, all’intera atmosfera. I migliori esempi in questo senso vengono probabilmente da Trembling Leaves e da White Line Fever anche se è la nuova versione di 1968 a suscitare i maggiori entusiasmi. C’è comunque anche lo spazio per alcuni inediti come Chinatown e Song For Dead Moon (dedicata proprio ai Dead Moon; una delle band che ha maggiormente influenzato i Richmond Fontaine dei primi anni) e per un tributo (Pink Turns To Blue) agli Husker Du.

OBLITERATION BY TIME (new recordings of old favorites) è un disco che inizialmente doveva essere venduto solamente ai concerti oppure sul sito internet della band ma che, inevitabilmente, ha iniziato a fare il giro del mondo grazie ai fans. Bastano pochi minuti d’ascolto per capire come mai la El Cortez Records sia stata letteralmente bombardata di e-mail e come mai nei negozi sia già iniziata l’affannosa ricerca di questo (ennesimo) splendido lavoro.

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