Title:
Legends Of The 20th Century
Ammetterò di usare questo disco unicamente per poter parlare di uno dei più grandi personaggi del dopoguerra americano. Jack Kerouac ha letteralmente aperto gli occhi ad una generazione. I suoi racconti di libertà assoluta, di alienazione da una società bigotta e cieca ed il rifiuto di una vita produttiva sono passati alla storia come il testamento perfetto della beat generation e di quel movimento che, travolgendo il sistema culturale statunitense con una decina di anni di ritardo, avrebbe preso il nome di generazione "Hippie".
Tutti avrebbero poi reclamato la propria libertà. Quella libertà che Jack Kerouac immaginava come un viaggio spirituale per le strade americane. Un viaggio senza meta precisa, senza programmi, senza frontiere e senza vincoli. La libertà che sfreccia a centodieci miglia orarie su una Buick del '44 alla ricerca del dharma; della verità assoluta.
Kerouac era anche le notti di San Francisco, il jazz impazzito di Charlie Parker e l'urlo delle onde del Big Sur, dove i pesci del mare parlano bretone.
All'inizio del 1957 Jack Kerouac pensò di unire alcune delle sue poesie, in particolare quelle di Mexico City Blues, al ritmo del jazz. Chiese al pianista Steve Allen di seguirlo in studio per registrare un disco intitolato Poetry For The Beat Generation che inizialmente, complice la censura da parte della Dot Records che considerava la registrazione "malsana", venne stampato in sole 130 copie. La Hanover (etichetta discografica gestita dallo stesso Allen) credette comunque nel progetto e propose a Jack Kerouac la realizzazione di un nuovo disco. Lo scrittore accettò richiedendo però che alla session partecipassero anche i suoi sassofonisti preferiti: Zoot Simms e Al Cohn. L'incontro tra Kerouac ed i due tenori si rivelò interessante e molto più brioso del lavoro precedente. Il poeta recitava le sue poesie chiuso in uno studio mentre la band, senza poterne sentire le parole, registrava nell'altra. A fine giornata però i due musicisti infilarono gli strumenti nelle rispettive custodie e se ne andarono in fretta e furia senza dire una parola. Non erano mai sembrati interessati alla poesia di Kerouac e lo scrittore, deluso, ferito e chino in un angolino, iniziò a piangere chiedendosi: -"come possono andarsene senza ascoltare?"-.
LEGENDS OF THE 20TH CENTURY racchiude alcuni dei brani registrati nelle due session ed è un modo particolare per ricordare un personaggio che amava definirsi "un poeta jazz che suona un lungo blues in una jam session d'una domenica pomeriggio".