La prima volta che ho ascoltato un disco di Why? devo ammettere di non esserne rimasto particolarmente impressionato. Pochi giorni dopo ho avuto modo di ricredermi ed anzi, live, questa band di Berkeley mi ha praticamente ipnotizzato. Affascinanti nel loro presentarsi quasi timido al pubblico. Barba e capelli incolti che fanno pensare più a una band post-rock che a dei ragazzi che flirtano con l'hip-hop. Musicalmente colti da far paura possono così permettersi di fare hip-hop (anche se generosamente intriso di tutte le sonorità indie possibili ed immaginabili) e piacere a coloro cui, come il sottoscritto, l'hip-hop fa letteralmente cagare.
Rispetto; ecco cosa si prova vedendo questa band sul palco. Tutti i musicisti suonano tutto; doppia batteria (o quasi… visto che "Yony" Wolf suona piatti e rullante mentre impugna un microfono col braccio rotto..) e batterista che oltre ai suoi sporchi affari tipici da batterista si prodiga contemporaneamente anche con uno xilofono gigante e, mai domo, si attacc al basso iniziando un giro psichedelico mentre coi piedi continua a tenere il tempo della grancassa.
E pensare che, ascoltando il disco, ero convinto fosse tutta una questione di computer e drum machine. Balle! Tutto suonato porco mondo ed ecco allora che, in quella prima affrettata valutazione, devo proprio dire d'aver cannato alla grande. Ora che la superficialità è passata vedo in loro anche scampoli di folk e se vado a leggermi i testi ci ritrovo anche frammenti del country più poetico e ribelle (e se non credete a me e mi state dando del cretino per quest'affermazione sappiate che anche i miei amici di Indie For Bunnies, nella loro recensione, hanno indicato Bob Dylan come "similar
artist"!).
ALOPECIA è un gran disco e di sicuro è un lavoro che merita il successo che sta ottenendo sia da questa che da quella parte dell'Atlantico. Un album ed un sound nuovo che, anche se proprio nuovo non è (stiamo pur sempre parlando degli eredi dei cLouddead), ha finalmente la capacità di diffondersi oltre la nicchia (sia del indie-hip-hop che dell'indie in generale).
Brani come Good Friday, The Vowels Pt. 2, The Hollows, Simeon's Dilemma e, in particolare, Song Of The Sad Assassin sono affascinanti, ipnotici quanto inspiegabilmente armoniosi. È vero che non tutte le quattordici tracce lasciano a bocca aperta ma questo può bastare.
Complimenti Yony… hai fatto centro.