Splendido come ogni nuova uscita di Iron & Wine . Splendido anche se i fan più appassionati avevano già trovato il modo di reperire questi brani per vie avverse e, splendido, nonostante SUCH GREAT HEIGHTS rappresenti meno di quattordici minuti di musica. Quattordici minuti però, per un artista che negli ultimi tempi sembra prediligere la via “internet release only” (con album scaricabili dalla rete ma non stampati fisicamente), sono meglio di niente ed allora accontentiamoci.
SUCH GREAT HEIGHTS prende il suo nome dalla cover che Iron & Wine ha registrato in occasione della pubblicazione del disco d’esordio dei The Postal Service (Give Up). Inutile dire che, proprio in quest’occasione, il genio si è rivelato in maniera piuttosto crudele (nei confronti di The Postal Service intendo…) visto che Sam Beam è stato in grado di prendere una canzone che personalmente ritengo odiosa (nonostante le recensioni entusiastiche di parte della stampa specializzata) facendola propria e trasformandola nell’ennesimo capolavoro sfoderato in questi seppur pochi anni di attività artistica.
Iron & Wine continua nel suo viaggio e approfitta di questo mini album (o singolo; fate voi...) per pubblicare due brani registrati agli studi della ORF Radio FM4 in occasione dell’arrivo a Vienna del tour che lo ha portato in giro per l’Europa con i Calexico tra marzo e maggio 2006. Trapeze Swinger, che già era apparsa su The Live Session Ep, è splendida e rappresenta per certi versi l’essenza stessa della musica di Sam Beam. La tristezza e la tenerezza è dilagante e contagiosa ed è veramente difficile staccarsi da una canzone del genere e parte del merito è da attribuire al missaggio che Sebastian Schlachter è riuscito a fare su questa canzone, attribuendo alla voce una lucentezza particolare rispetto a quello cui le produzioni di Iron & Wine ci avevano abituati. L’impronta “southern” è molto meno marcata e le sonorità si rivelano più dolci, più sottili e forse addirittura più intimistiche.
Il disco termina sulle note di Naked As We Came e non poteva essere altrimenti visto che la canzone, sin dalla sua prima apparizione (in Our endless Numbered Days), si è sempre rivelata come una delle più toccanti in assoluto. Timida e sussurrata a malapena mentre racconta di due amanti che, abbracciati in un letto, si promettono di spargere le ceneri dell’altro casomai uno di loro, un giorno, dovesse morire.
Quattordici minuti di musica che potrei ascoltare per tutta la vita.
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