Inserti Speciali

Patti Smith - incontrare l'icona dell'underground newyorkese


Patti Smith: incontrare l'icona dell'underground newyorkese (e rimanere seduti!)
Sessantatré anni compiuti lo scorso 30 dicembre. Patricia Lee Smith ha vissuto l’era d’oro della cultura underground di New York e ne è stata protagonista indiscussa. Anni in cui i Velvet gettavano le basi di un modo nuovo di far musica, il St. Mark’s Poetry Project apriva nuovi orizzonti alla poesia, locali come il CBGB o il Max Kansas City portavano il punk alla gente e la Factory di Andy Warhol amalgamava il tutto come in un miscelatore.

Nextpunk Records: Little Red Robin Hood in chiave punk


Nextpunk Records – Little Red Robin Hood in chiave punk

Continuiamo il nostro giro d’interviste e d’incontri tra le etichette discografiche indipendenti sparse per la Svizzera e per l’Italia. Approdiamo per la prima volta in Ticino e più precisamente nella soliva Lugano per la gioia di Giulio Tremonti. Siamo al Living Room; il locale più figo della Città (che tra l’altro è forse anche l’unico a proporre ogni tanto qualcosa di alternativo ma vabbè, questo è un dettaglio) e a far su e giù per le scale come un pazzo incontriamo uno strano personaggio di nome Rodolfo Pulino.

Saïko Records – rumore, armonia e mille altri suoni assortiti


Saïko Records – rumore, armonia e altri suoni assortiti.

Friborgo, fantastica Friborgo. La città che divide in due la Svizzera. Confine più o meno immaginario (ed in questo luogo più o meno psicologico) tra Romandia e Svizzera tedesca. Trentaseimila abitanti (la metà di Lugano, il doppio di Bellinzona) e una scena musicale paragonabile ad una metropoli. È proprio da questa città che ci muoveremo per incontrare la seconda etichetta discografica di questo nostro “girovagare” tra Svizzera ed Italia.

Meglio un cane bagnato (ma vivo) che un leone stecchito


Canebagnato Records – fieri di stare in fondo al sacco.

Un cane vivo vale più di un leone morto. Il motto dell’etichetta è preso in prestito da un aforisma di Henry Davide Thoreau che, per chi non lo sapesse (ed io sono tra questi) è stato tra i principali portavoci del trascendentalismo (wikipedia docet). Ci spostiamo a Milano per incontrare i ragazzi di Canebagnato Records (accedete al loro sito cliccando qui) ed è proprio da loro che, con piacere, iniziamo questo stramaledettissimo giro d’orizzonti alla scoperta delle piccole (ma cosa significhi piccole poi Dio solo lo sa) case discografiche disperse tra Svizzera ed Italia.

Radio Gwendalyn - la rivoluzione passa da un piccolo garage di confine


Radio Gwendalyn: – la rivoluzione dell’informazione da un piccolo garage di confine

Cliccate qui ed approderete in un piccolo quanto malconcio garage di Chiasso in cui, ormai da alcuni anni, alcuni ragazzi portano avanti giorno dopo giorno la loro piccola quanto personalissima rivoluzione culturale. Non vogliamo assolutamente far passare questi ragazzi come i buoni (contrapponendoli dunque alle centinaia di giornalisti che ogni giorno affollano gli studi di Besso) ma è chiaro che in questo Ticino una programmazione alternativa era necessaria; almeno per ampliare gli orizzonti e trovare un nuovo modo di fare “radio” ed informazione musicale sul territorio.

Country Music: dai suoni della terra ai rombi della guerra


Country Music: da portavoce del movimento sindacale a leccapiedi dei repubblicani


C'era una volta un tempo in cui la musica country non era a privilegio esclusivo di musicisti repubblicani. C’era un tempo in cui la musica country non era scritta per compiacere spettatori isolazionisti, conservatori e nostalgici che nascondevano con orgoglio la bandiera sudista sotto il letto. C'era un tempo in cui country era sinonimo di terra ed in cui, per davvero, si potevano trovare gli elementi per definirlo il blues dei bianchi.

Appello semi-serio alla pochezza musicale di una città



Lugano, ahi ahi, che male mi fai!
Lugano, splendida Lugano. Entrare in città costeggiando le palme tra lo Splendide Royal e Palazzo Mantegazza, dritti lungo le rovine del Palace e le insegne pubblicitarie che nascondono quello che tra qualche anno si trasformerà in un quartiere tutto nuovo dedicato alla cultura (forse).